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Maurizio Nichetti al Fiuggi Film Festival |
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Visum ha incontrato Maurizio Nichetti
al Fiuggi Film Festival con Agata e Ulisse
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Presentazione al Fiuggi Family Festival di Agata e Ulisse, l’esilarante commedia family di Maurizio Nichetti realizzata per Mediaset che ha divertito la platea fino alle lacrime interpretata da Elena Sofia Ricci, una spassosissima Agata, strega molto particolare e da Antonio Catania ovvero Ulisse, serio docente universitario la cui missione è smascherare gli inganni di presunti maghi e finte fattucchiere. Ma c’è un ma, Agata e Ulisse hanno avuto a suo tempo una storia non priva di…conseguenze.
Mariangiola Castrovilli
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Un film assolutamente da non perdere appena andrà in onda perché ritroverete intatta la vera essenza di Nichetti che abbiamo incontrato subito prima della proiezione, simpatico e disponibile come sempre e con il volto più giovane, forse anche per l’assenza dei suoi caratteristici baffi.
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Jacques Tati prima di morire le disse che guardandola da comico ammirava il suo ‘bel gioco di gambe’. Qual è invece il suo metro per giudicare i nuovi comici oggi?
“Dopo Tati come faccio io ad non applicare lo stesso metodo…? Certo i piedi dei comici televisivi li vedo molto fermi. Aldo Giovanni e Giacomo invece hanno una notevole comicità dinamica che si vede anche dal loro successo al cinema”.
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Nichetti la sua è una produzione che ha per tetto il cielo, dai lungometraggi ai corti passando per la pubblicità, il teatro, la lirica…qual’è il suo lavoro che ricorda più volentieri?
“Domanda difficile. Proprio qualche giorno fa sono andato su You Tube e digitando Maurizio Nichetti video ho trovato una tale mole di interviste e di cose che ho fatto che ha stupito e spaventato anche me. C ’era veramente tutto da Quo Vadiz a il Bi e il Ba, ad Allegro non troppo, Oppio per oppio a Magic Show, Domani si balla, Volere Volare, Luna e l’altra….e questo vuol dire però che mi sono molto divertito facendo sempre cose diverse….”
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Nichetti e la tv. Nel pluripremiato Ladri di saponette lei dipingeva uno splendido ironico ritratto della tv che non sembrava poi godere troppo la sua stima…. Cos’è adesso per lei, una diversa maniera di esprimersi o l’antidoto ad un cinema da cui si tiene lontano da qualche anno?
“Nell’88 con una certa preveggenza raccontavo di un autore cinematografico rinchiuso dentro il televisore che battendo i pugni contro il piccolo schermo urlava ‘fatemi uscire’. L’Italia non ha mai promosso troppo il suo cinema all’estero e certamente non approvava che andassi tutto solo con la mia valigetta a portare i miei film in giro che però vedi caso facevano ridere allo stesso modo gli svedesi come i sud africani, i giapponesi o gli americani. Personalmente poi non ho mai cercato il consenso delle commissioni ministeriali il che vuol dire …niente soldi. D’altra parte tolto uno o due film ho sempre realizzato i miei lavori senza finanziamenti pubblici”.
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Come attore lei ha privilegiato pochi registi come Battiato, Monicelli, Citti e Tachella con chi le piacerebbe lavorare oggi se decidesse di tornare a recitare?
“Al tempo, solo pochi registi che mi piacevano mi hanno chiesto di lavorare con loro e gli altri che mi volevano non piacevano a me… anche perché sono sempre e solo andato dove mi portava il cuore”.
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Di solito i grandi comici non sono poi così allegri nella vita. Lei com’è nel suo privato di tutti i giorni?
“Non amo le battute tanto per far ridere, questo non significa però che a casa sia triste. Vede nella vita preferisco non indossare una maschera”
Mariangiola Castrovilli
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