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Il GIAMBELLINO a Roma Stampa E-mail

 

 

 

 

 Il GIAMBELLINO a Roma

 

Alle Scuderie del Quirinale, fino all’11 gennaio 2009, trionfa l’opera di uno dei più importanti pittori del rinascimento veneziano: Giovanni Bellini (1431/36-1516). I curatori Mauro Lucco e Giovanni C.F.Villa sono riusciti a presentare i due terzi dell’intera produzione conosciuta dell’artista, con prestiti dall’ Italia e dall’estero. Le opere, tutte di grande bellezza, sono 65 e il catalogo è di Silvana editoriale.
Emilia Dodi

 

Giovanni Bellini:Presentazione
di Gesù al tempio - Venezia, Fondazione Querini Stampalia
 



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Era dal 1949 che questo straordinario pittore figlio di Jacopo, non aveva una mostra monografica dopo quella di Venezia, allestita da Carlo Scarpa e curata da R. Pallucchini. Il tentativo di dare una raffigurazione completa dell’opera di questo grande artista, sembra proprio riuscito, con questa bella e interessante esposizione con opere tutte sicuramente autentiche. Sono 65 di cui 47 su tavola, ed è straordinario sia stato possibile che i vari musei ne abbiano concesso il prestito. I restauri sono stati 13 che hanno coinvolto l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, l’ICCRI di Roma e l’Open Care di Bergamo.

Giovanni Bellini - Compianto sul Cristo morto, 1475-1478 circa Olio su tavola, cm 77 x 121

 

La mostra, in dieci sale, ha un buon allestimento a quinte e le opere sono ben illuminate, tramite luce puntuale priva di raggi UVA, con scritte ben leggibili. Per il Battesimo di Cristo, grande e straordinario dipinto, è stata approntata la più grande lastra di vetro mai preparata per un quadro, quasi cinque metri e l’intera mostra è stata assicurata per 500 milioni di euro. Solo due pezzi non è stato possibile avere in prestito: Il Festino degli Dei dagli USA per contratto del donatore e La donna allo specchio di Vienna.

Giovanni Bellini - Battesimo di Cristo, 1500-1502 Olio su tavola, cm 410 x 265

La mostra ha richiesto ben tre anni di preparazione. Sono presenti tutte le Crocifissioni, le Pietà, le dolci Madonne con Bambino, i ritratti, e anche la bellissima Pala di Pesaro ricomposta con predella e cimasa, prestata dal Vaticano, nonché la straordinaria opera che simula il marmo Continenza di Scipione, che esce per la prima volta dal Museo di Washington. E’ un’esposizione non effimera che costituisce in ogni caso un evento e costituirà un punto fermo per lo studio di questo grandissimo artista che merita tutta l’attenzione, anche dei media. Uscendo dall’esposizione il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ha esclamato” Peccato che sia finita!” E’ una mostra che da gioia agli occhi e rallegra l’anima.

Giovanni Bellini - Incoronazione della Vergine (Pala Pesaro), 1472-1474 circa Tempera e olio su tavola, tavola centrale: cm 261 x 245; pilastri laterali: cm ciascuno cm 334 x 50 x 48,5; predella: cm 68 x 424 x 46;

 

Necessariamente non si può parlare specificatamente di ogni pezzo esposto, ma come non menzionare le Allegorie sacre e profane, come quella Sacra degli Uffizi o il Polittico di Genzano di Lucania che è una scoperta per i non addetti ai lavori.

Giovanni Bellini - Allegoria sacra, 1485-1488 circa Olio su tavola, cm 73 x 119

Le belle Madonne dal dolce viso, molte provenienti dall’estero, tra le quali La Madonna dai cherubini rossi e quella degli alberetti, e la Vergine col bambino e donatore concessa in prestito dai Conti di Harewood. Bellissima La presentazione di Gesù al Tempio che è il logo della mostra.

Giovanni Bellini - Madonna degli alberetti, 1487 Olio su tavola, cm 71 x 58

 

Così come tutte le Pietà e le Crocifissioni, tra le quali il Cristo crocifisso tra la Vergine e San Giovanni che era la cimasa della pala perduta di San Giovanni evangelista, il Cristo benedicente di Forth Worth e la Testa di Cristo proveniente dal Prado.

Giovanni Bellini - Cristo risorto benedicente, 1480-1485 circa Olio su tavola, cm 59 x 47

Non manca la ritrattistica, tra cui spicca il ritratto del Giovane Senatore, per giungere alla sala 10 con quella che viene giudicata la sua ultima opera, l’Ebbrezza di Noè, proveniente da Besançon.

Giovanni Bellini - Testa di Cristo, 1510 circa Olio su tavola, cm 44 x 33Madrid, Museo de la Real Academia de Bellas Artes de San Fernando

 

Tutti i dipinti hanno bellissimi cieli azzurri e paesaggi autentici che hanno fatto scrivere a Antonio PaolucciIl più grande poeta del paesaggio italiano è stato Giovanni Bellini”.Nel catalogo, che con le sue schede è un testo sull’opera dell’artista, è anche evidenziato come il Giambellino abbia disegnato direttamente sulla tavola.
Emilia Dodi

Giovanni Bellini - Ebbrezza di Noè, 1515-1516 Olio su tela, cm 104 x 171

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